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Il primato pedagogico dei "beni comuni"

Il primato pedagogico dei beni comuni

 

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Carlo Maria Martini, nel suo Viaggio nel Vocabolario dell’Etica, scrive che: “L’espressione ‘bene comune’ si compone di due parole: bene e comune. Bene significa il complesso delle cose desiderate che vorremmo augurare a noi e alle persone cui siamo legati. Comune deriva probabilmente dal latino cum munus che vuol dire compito fatto insieme, adempiuto insieme”. Il bene comune è, dunque, ciò che è patrimonio di tutti o, ancor meglio, ciò che garantisce e favorisce “il benessere e il progresso umano di tutti i cittadini”.

 

Ampliando questa definizione, in una conversazione su RAI Filosofia, Stefano Rodotà ha sottolineato come i beni comuni esprimano i diritti inalienabili “che non coincidono né con la proprietà privata, né con la proprietà dello Stato”, includendo il diritto alla vita e anche il diritto alla conoscenza, specificamente, in rete. Proprio la rete è, poi, uno dei beni comuni di ultima generazione che – contrariamente al passato, quando ancora le relazioni erano limitate da materiali variabili spazio/temporali – è oggi è “un bene che implica la condivisione e la partecipazione attiva nella produzione di conoscenza. Ciò implica che non può essere privatizzato né sottoposto a restrizioni”.

 

Il bene comune è, più in generale, un concetto-sistema valoriale che si richiama a un umanesimo che non può incancrenirsi in personalismi e che, invece, richiede una ri-lettura in chiave ecologica e g-locale della fenomenologia della relazione uomo-mondo, richiamandosi non solo al principio di giustizia ma anche a quello di solidarietà.

 

Il presente numero di MeTis intende affrontare il tema “bene comune” nei suoi principi e nelle sue implicazioni educative e formative, poiché pensiamo che – oggi più che mai – insieme all’etica e alla filosofia, alla religione e al diritto, alla politica e all’economia, sia importante che la pedagogia possa far valere il proprio punto di vista, teorico e prassico, su questo tema.

 

Al fine di meglio definire e circoscrivere l’ambito di analisi, i contributi presentati dovranno esprimersi in relazione a uno dei seguenti punti:

 

- l’analisi teoretica ed epistemologica sul concetto di “bene comune”;

- l’argomentazione su un bene comune materiale o immateriale, che offra un contributo originale e articolato nella sua legittimazione scientifica, così come nei suoi risvolti prassici.

 

Le diverse sezioni della rivista sono:


SAGGI: contributi sottoposti a referaggio di carattere teorico e/o empirico (minimo 15.000 battute spazi compresi) che ruotano intorno all'argomento della CALL;

 

FONTI: documenti e/o prodotti multimediali di rilievo scientifico. L’autorizzazione all’uso dei materiali dovrà essere garantita dal proponente in base alle normative vigenti in materia di privacy e copyright;

 

BUONE PRASSI: report, materiali e analisi critiche (solo queste ultime sottoposte a referaggio) frutto di esperienze e sperimentazioni di valore formativo ed euristico in campo pedagogico e didattico. Particolare attenzione verrà riservata alle iniziative condotte nelle istituzioni formative del sociale (scuole, ospedali, carceri, consultori etc.);

 

INTERVISTE: testimonianze raccolte in qualsiasi formato di testimoni privilegiati del nostro tempo;

 

RECENSIONI: presentazioni di volumi riconducibili a interessi pedagogici e didattici;

 

FORMALEX: articoli e commenti specificatamente inerenti alle iniziative di riforma dei sistemi scolastico e universitario italiano; articoli e commenti alle fonti normative sulla formazione in Europa e nel mondo.

 

OPERE PRIME: report di lavori di tesi di laurea, specializzazione, dottorato particolarmente interessanti per i materiali, le metodologie, le idee in campo educativo.

 

I contributi devono essere inviati all'indirizzo  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Verranno rimandati al mittente i contributi che non rispettano le norme redazionali
I contributi che rispettano le norme redazionali saranno sottoposti a referaggio "doppio cieco" il cui esito sarà tempestivamente comunicato.

 

I contributi dovranno essere corredati di doppio titolo italiano e inglese, doppio abstract italiano e inglese o, in caso di lingua differente da queste, triplo (comprendendo la lingua di origine). Dovranno essere indicate dalle tre alle cinque keywords in italiano e inglese.

 

I contributi dovranno essere inviati in formato .rtf o .doc.

 

Eventuali immagini, grafici o tabelle dovranno essere in formato .jpg o .bmp non superiore a 300 KB. Tali file dovranno essere prodotti in apposita cartella separata dal file di testo. Ogni immagine dovrà essere identificata univocamente nel formato "nomeautore.numeroprogressivo" (ad es. "loiodice.01.jpg") e nel testo dovrà essere riportato il nome del fine nell'esatto punto in cui andrà inserito il file.

 

I lavori devono essere accompagnati da apposita "Scheda anagrafica".

 

L'invio di un contributo presuppone, da parte dell'autore, la conoscenza e l'adesione a quanto espresso nel Codice etico della rivista.

 


 

La CALL si chiude il 30 Ottobre 2017

La pubblicazione è prevista per il 30 Dicembre 2017

 

 


 

 

 

CALL ON:

The pedagogical Primacy of "Common Goods".

 

IS OPEN

 

Carlo Maria Martini, in his Travel in the Vocabulary of Ethics, writes that: "The ‘common good’ is composed of two words: good and common. ‘Good’ stands for the compound of the things that we yearned for ourseves and for people we are tied to. ‘Common’ comes from Latin cum munus that means a task done together, fulfilled together." Then, the common good is what is the heritage of all or, even better, what guarantees and encourage" well-being and human progress of (for) all citizens".

By expanding this definition, in a conversation on RAI Philosophy, Stefano Rodotà underlined that common goods express the inalienable rights "which do not coincide either with private property or with State property", including the right to life and also the right to knowledge, specifically, on the net. So the net is one of the last-generation common goods that - unlike the past when relationships were still confined by space / time variables - is today "a good that involves sharing and active participation in production of knowledge. This involve that it can not be privatized or restricted. "

 

The common good is, in general, a concept-system of values that refers to a humanism that can not fester in personalities, and which requires a re-reading in the ecological and g-local key of the phenomenology of man-to-world relation, recalling not only the principle of justice but also that of solidarity.

 

This issue of MeTis seeks to address the theme of "common good" in its principles and its educational and training implications, because we think that - today more than ever - together with ethics and philosophy, religion and law, politics and economy, it is important that pedagogy can assert its theoretical and prasic point of view on this topic.

 

In order to better define and circumscribe (limit) the focus area, the submitted contributions will express their view in connection with one of the following points:

- Theoretical and epistemological analysis of the concept of "common good";

- The argument on a material or immaterial common good, to offer an original and articulated contribution to its scientific legitimacy, as well as its prasic implications.

 

 

The different sections of the magazine are:

 

ESSAYS: contributions submitted to theoretical and / or empirical references (at least 15,000 characters including spaces) on the topic of the call.

 

SOURCES: documents and/or multimedia products  with scientific relevance. Permission to use materials must be guaranteed by the proposer in accordance with privacy and copyright laws; 

GOOD PRACTICES: research reports and materials coming from experiences and experimentations, with an educational and heuristic value in the field of pedagogy and didactics;

REVIEWS: volumes’ presentation dealing with pedagogy and didactics;

FORMALEX: Articles and comments specifically related to Italian educational system’s reforms of schools and universities; Articles and comments on the legislation on education and training in Europe and in the world. 

FIRST WORKS: reports of degree, specialization and PHD work thesis concerning particularly interesting materials, methods and ideas in the field of education.

Contributions should be sent to  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

The contributions that will not meet the editorial guidelines will be returned to the sender.

The contributions that meet the editorial guidelines will be submitted to refereed "double blind" whose evaluation will be promptly notified to the author.

Contributions should be accompanied by two abstracts in English and Italian or, in case of different languages, three abstracts (including the language of origin).

From three to six keywords have to be provided in English and Italian.

Contributions should be sent in. Rtf or. Doc. Any images must be in. Jpg or. Bmp does not exceed 300 KB. Entries must be accompanied by a special "card registry".

 


 

Deadline: 30th Oct, 2017
Published: 31th Dec, 2017