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Service Learning: un approccio pedagogico per la formazione dello studente, del cittadino e del lavoratore
di Lorenza Orlandini   

Il presente contributo presenta le opportunità offerte dall’approccio pedagogico del Service Learning (Fiorin, 2016; Sigmon, 1994; Tapia, 2006) per l’acquisizione di competenze professionali, trasversali e comportamenti prosociali.

Oggi, considerando il ritmo del cambiamento sociale ed economico (Castells, 2006), è necessario fornire ai giovani un bagaglio di competenze e metodi che possono essere applicati a situazioni mutevoli e a contesti variabili. In relazione a ciò, il Service Learning può rappresentare una strada, tra le tante possibili, da percorrere per un’educazione di qualità finalizzata allo sviluppo complessivo del soggetto. La riflessione presentata si colloca all’interno delle attività del Movimento delle Avanguardie educative, un progetto di ricerca promosso da INDIRE (Istituto Nazionale di Documentazione per l’Innovazione e la Ricerca Educativa) che coinvolge circa 600 scuole italiane impegnate nell’implementazione di percorsi di innovazione didattica e organizzativa.

 


This paper presents the benefits and opportunities offered by the Service Learning approach (Fiorin, 2016; Sigmon, 1994; Tapia, 2006) for the development of professional, transversal and prosocial skills. In the current economic and social scenario, it’s necessary to get students to learn competences and methods that can be applied to changeable situations and variable contexts. Service Learning can represent a way amongst the many opportunities to be pursued for a quality education aimed at the development of the students. This reflection issues  within the activities of the Avanguardie educative Movement, a research project promoted by INDIRE (National Institute of Documentation for Innovation and Educational Research) involving about 600 Italian schools in the implementation of school innovation processes.

 

1. Service Learning e competenze

 

Il Service Learning è un approccio pedagogico diffuso a livello mondiale soprattutto nei paesi dell’America Latina e negli Stati Uniti, secondo accezioni diverse e differenti modalità di progettazione e applicazione. In America Latina il focus delle attività di Service Learning è incentrato sull’apporto che un gruppo-classe può offrire alla comunità di riferimento; negli Stati Uniti, invece, in cui tali esperienze in alcuni casi sono obbligatorie e inserite nel curricolo dello studente, si insiste sull’impegno del singolo all’interno della comunità di riferimento. In Europa, trova diffusione in paesi come la Spagna (Aprendizaje-servicio), la Germania (Lernen durch Engagement) e la Gran Bretagna (Civic engagement education). Nel panorama italiano, le recenti direttive ministeriali (MIUR, 2016) hanno aperto una strada per favorirne la pratica e la riflessione all’interno delle scuole italiane, facendo leva sul potenziale di sviluppo in termini di competenze metodologiche, professionali e sociali. In questa visione, il Service Learning rappresenta il “punto di intersezione tra teoria e pratica, tra ricerca e sperimentazione, tra apprendimento come sviluppo delle competenze individuali e condivisione e azione solidale, perché a crescere e svilupparsi sia la comunità” (MIUR, 2016). L’introduzione di tale approccio, anche per una formazione rivolta in previsione dell’ingresso nel mondo del lavoro, è funzionale alla formazione di quelle competenze che le imprese oggi richiedono: il Service Learning infatti, attraverso attività curricolari, favorisce l’acquisizione di competenze disciplinari, trasversali (soft skills) e comportamenti pro-sociali (Tapia, 2006). In particolare, rappresenta un’opportunità per raggiungere gli obiettivi determinati dall’UNESCO per l’educazione del XXI secolo: imparare a imparare, imparare a fare e imparare a essere (Delors, 1996). Per quanto riguarda, in particolare, la seconda sfida – imparare a fare – strettamente connessa alla formazione professionale, numerose ricerche (Tapia, 2006, pp. 146-147), hanno evidenziato come pratiche ben organizzate di Service Learning siano un valido strumento per lo sviluppo delle competenze richieste dal mercato del lavoro. Le aziende, infatti, richiedono sempre più frequentemente abilità di natura adattiva e relazionale, come ha evidenziato anche il recente contributo del World Economic Forum (2016) che individua il problem solving, il pensiero critico, le capacità di negoziazione, la creatività, la capacità di gestione delle persone, l’intelligenza emotiva, la capacità di giudizio e di prendere decisioni, il service orientation, la flessibilità cognitiva come abilità necessarie per una preparazione funzionale all’inserimento nel mondo del lavoro. Si tratta quindi di abbandonare una logica professionalizzante e addestrativa per stimolare l’acquisizione di competenze utili in qualsiasi contesto di vita. A ciò si aggiunge anche la formazione, la crescita e lo sviluppo del cittadino, oltre che dello studente e del lavoratore, come priorità per gli stati europei dal momento in cui, con la Strategia Europa 2020, la conoscenza è stata individuata come fonte primaria per la crescita economica dei paesi europei (Commissione Europea, 2010), sottolineando la necessità di un’educazione di qualità come elemento chiave per lo sviluppo di una convivenza civile, consapevole e partecipata.

Sempre la Commissione Europea (2012) ha sottolineato il ruolo strategico dell’istruzione nella formazione di cittadini attivi, partecipi e competenti ai fini della loro occupabilità. Recependo le indicazioni europee, la formazione della persona, del cittadino e del lavoratore rappresentano obiettivi specifici della scuola dell’obbligo in Italia sintetizzati chiaramente nelle competenze di cittadinanza (DM 22 agosto 2007, n. 13; Tiriticco, 2009, p. 46). Il tema delle competenze (Guasti, 2012) ha aperto nuovi scenari di riflessione e confronto all’interno della scuola, facendo emergere la necessità di rivedere le attività didattiche basate esclusivamente sulla trasmissione di conoscenze evidenziando i limiti dei sistemi formali di istruzione nella preparazione complessiva dei giovani per l’ingresso e il successo nei sistemi economici e nella società civile (Gregorova, Heinzová & Chovancová, 2016). In questo scenario, il Service Learning rappresenta una delle strade percorribili per la formazione dello studente, del cittadino e del lavoratore in quanto permette di creare autentiche situazioni didattiche in cui gli studenti possono sviluppare competenze di varia natura (professionale, metodologica e sociale) riducendo la distanza tra apprendimento e vita reale. La competenza, infatti, per essere sviluppata e appresa, ha bisogno di tenere insieme la concettualizzazione con l’operatività: la sola concettualizzazione, così come l’operatività esclusiva, se separate, non sono ritenute sufficienti per la formazione del soggetto (Guasti, 2012). In sintesi, nel contesto attuale il raggiungimento degli obiettivi di competenza previsti dalla scuola italiana risulta difficile da immaginare, se programmati esclusivamente all’interno di percorsi di istruzione formale e attraverso metodologie didattiche basate essenzialmente sulla lezione frontale, poiché non più adeguati alle nuove generazioni di studenti.

 

2. Service Learning e processi di innovazione scolastica

 

Come evidenziato anche a livello europeo (OECD, 2013) per mettere in atto processi di trasformazione e di innovazione del sistema scuola, bisogna superare un approccio verticistico di tipo top down (Bocconi, Kampylis & Punie, 2013), per partire invece da un lavoro di ricerca educativa e di analisi di concrete esperienze innovative realizzate a scuola, valorizzando in questo modo la dimensione partecipativa e collaborativa degli attori della scuola, dando loro la possibilità di lavorare in prima persona ed in modo sinergico sulla promozione del cambiamento e sull’innovazione. In questo scenario, nel corso del 2014 INDIRE insieme a 22 scuole capofila ha fondato le “Avanguardie educative”, un movimento culturale il cui obiettivo è sostenere le scuole nei processi di innovazione didattica e organizzativa. Il Movimento ha proposto alle scuole aderenti 12 idee di innovazione (Laici & Orlandini, 2016) individuate in relazione al potenziale trasformativo delle dimensioni dello spazio (ambienti e setting didattici), del tempo (organizzazione e flessibilizzazione del tempo-scuola) e della didattica (introduzione di metodologie didattiche attive). L’idea “Dentro/fuori la scuola – Service Learning”, una delle 12 idee del Movimento, rappresenta il prodotto finale di un percorso di ricerca-azione e co-progettazione in collaborazione con alcune delle scuole capofila del Movimento, le scuole adottanti, i relativi docenti e Dirigenti Scolastici. Il Service Learning condivide con Avanguardie educative i principi ispiratori del Manifesto, con riferimento a: “Riconnettere i saperi della scuola e i saperi della società della conoscenza” al fine di consentire il progressivo superamento della lezione frontale, che per anni ha caratterizzato il modello di insegnamento-apprendimento, oramai non più adeguata all’attuale società dell’informazione e della conoscenza (Castells, 2006), e “Investire sul capitale umano ripensando i rapporti – dentro/fuori, insegnamento frontale/apprendimento tra pari, scuola/azienda”, per favorire i processi di apertura e collaborazione delle realtà scolastiche con il territorio di riferimento con l’obiettivo di valorizzare, in termini di acquisizione di competenze, le attività informali e non formali che ciascun soggetto sperimenta nel corso del proprio percorso formativo.

 

3. Service Learning: caratteristiche distintive

 

L’approccio pedagogico del Service Learning consente di introdurre metodologie didattiche attive e alternative rispetto alla lezione frontale. Si tratta, infatti, di una “proposta  pedagogica che permette a bambini, adolescenti e giovani di sviluppare le proprie conoscenze e competenze grazie a una pratica di servizio solidale nei confronti della comunità” (Tapia, 2006, p. 22). Il protagonismo degli studenti in ogni fase di realizzazione del percorso di Service Learning è una delle sue caratteristiche distintive di tale approccio (Furco, 2010) insieme alla correlazione con i contenuti curricolari, allo sviluppo di competenze trasversali, alla riflessività e alla creazione di legami forti con il territorio, poiché è proprio da un’analisi del contesto di riferimento e dei relativi bisogni che tali percorsi si realizzano. A queste indicazioni si aggiungono anche alcuni standard di qualità (Stark, Ruda & Miller, 2015) per la realizzazione di progetti di Service Learning, quali: soddisfare bisogni reali, l’esistenza di partenariato con organizzazioni locali, reciprocità, obiettivi definiti, collegamento col curricolo scolastico, apprendimento sociale, apprendimento che avviene in contesti reali, partecipazione attiva degli studenti, facilitare la riflessione sistematica dello studente, fornire supporto e coaching agli studenti, offrire adeguate cornici temporali, includere valutazione e documentazione, transdisciplinarietà e sostenibilità. In relazione a quanto descritto, è possibile, quindi, delineare alcuni elementi di interesse, partendo dalla sintesi e dal contributo di Andrew Furco (2010), per rispondere al bisogno di formazione di soggetti in grado di inserirsi attivamente nel contesto economico e sociale attuale, caratterizzato da trasformazioni e mutamenti continui che investono anche il mondo delle professioni. In primo luogo, il Service Learning consente alle istituzioni scolastiche di aprirsi al contesto economico e sociale in cui la scuola è collocata, attivando modalità di dialogo e di intervento a favore della comunità, incidendo sul miglioramento delle relazioni con il contesto territoriale di riferimento e con i soggetti che operano su di esso. Un approccio situato (Lave & Wenger, 2006) permette di introdurre nella scuola la vita quotidiana e reale di coloro che devono apprendere e, attraverso le attività operative che l’agire in situazione richiede, consente la progettazione di percorsi di apprendimento basati sulle competenze (Guasti, 2012, p. 42). Gli studenti, protagonisti in tutte le fasi di realizzazione del Service Learning, sono così coinvolti in esperienze formative in situazione, che favoriscono la motivazione allo studio, la partecipazione attiva alla vita scolastica e del contesto territoriale di riferimento, il benessere scolastico e il miglioramento nei risultati di apprendimento (Furco, 2010).

In secondo luogo, il Service Learning consente di tenere unite la dimensione teorica e quella pratica dei processi di apprendimento attraverso attività strettamente correlate ai contenuti disciplinari. Considerando che tutti gli elementi che compongono la competenza devono essere sviluppati sinergicamente al fine dello sviluppo della personalità del soggetto, le esperienze di Service Learning favoriscono tale processo. Tutto ciò ha un impatto diretto anche sui processi di orientamento vocazionale verso il mondo del lavoro (Furco & Billing, 2002), sul miglioramento delle competenze professionali degli studenti (Vogelgesang & Astin, 2000) e sulla preparazione dei soggetti per l’ingresso nel mondo del lavoro (Melchior, 2000).

Da sottolineare è anche l’impatto organizzativo e didattico all’interno delle istituzioni scolastiche che decidono di implementare esperienze di questo genere. All’interno delle scuole del Movimento delle Avanguardie educative è stato possibile individuare il potenziale di trasformazione del Service Learning dal punto di vista organizzativo, ad esempio: alcune scuole hanno rilevato la necessità di utilizzare in maniera flessibile il tempo-scuola per lo svolgimento delle attività previste, adottando modalità di compattazione dell’orario scolastico (Orlandini & Chipa, 2016). Contemporaneamente le stesse scuole hanno introdotto metodologie attive orientate a stimolare il ruolo centrale degli studenti e favorire il loro protagonismo, superando la tradizionale impostazione dettata dalla lezione frontale.

Oggi, considerando il ritmo del cambiamento sociale ed economico, è necessario fornire ai giovani un bagaglio di competenze e metodi che possono essere applicati a situazioni mutevoli e contesti variabili. In relazione a ciò, il Service Learning può rappresentare una strada, tra le tante possibili, da percorrere per un’educazione di qualità finalizzata allo sviluppo complessivo del soggetto.

 

Bibliografia

 

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