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Ambienti digitali e valutazione degli apprendimenti. La co-progettazione di un e-portfolio all’interno del Living Lab ScuolAperta
di Anna Dipace [1], Claudia Bellini [2]   

L’introduzione delle tecnologie e degli strumenti innovativi nelle pratiche lavorative quotidiane degli istituti scolastici, sia nel settore amministrativo che in quello dell’attività didattica, rappresentano ad oggi una delle sfide maggiori che le scuole si trovano ad affrontare nel loro percorso verso l’innovazione.

Nella diffusione della digitalizzazione del sistema pubblico, richiesto dal Piano Crescita Digitale 2014-2020, teso al perseguimento degli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea, l’innovazione deve essere intesa innanzitutto come un processo aperto e collaborativo, che non si esaurisce entro i confini disciplinari e accademici, ma che coinvolge in maniera attiva tutta la pluralità di stakeholder interessati nella sua evoluzione; nello specifico del progetto presentato, gli studenti, i docenti e il personale tecnico-amministrativo. Il presente contributo ha la finalità di descrivere l’azione proposta attraverso il progetto Living Lab ScuolAperta, volto a costruire una piattaforma per la gestione integrata dei servizi amministrativi e didattici in quattro scuole pugliesi, nello specifico: due istituti di primo grado, un istituto comprensivo di I e II grado e un liceo tecnico. L’articolo presenta i risultati emersi dall’analisi delle aspettative e delle criticità espresse dagli utenti finali rispetto all’inserimento di una nuova piattaforma di servizi nella quotidianità lavorativa del loro sistema scolastico. Nello specifico dei progetti Living Lab, ciò che assume sempre più importanza è proprio il ruolo degli fruitori  della innovazione progettata e realizzata; pertanto, ciò a cui si è teso nella progettazione della piattaforma proposta dal progetto ScuolAperta non è solo la sostenibilità del sistema, ma anche l’accompagnamento degli utenti nell’evoluzione verso processi più semplici e in linea con i cambiamenti richiesti dall’era digitale.

 

Il lavoro si concentra particolarmente sulle azioni di co-creazione per la progettazione dell’e-portfolio per la valutazione degli apprendimenti negli istituti scolastici. L’articolo descrive, inoltre, l’attività di Focus Group sviluppata dai ricercatori in linea con la filosofia della co-creazione del servizio, attraverso un approccio metodologico centrato sull’utente, che consente agli utilizzatori dei servizi di collaborare con i progettisti nello sviluppo e nella sperimentazione dei nuovi prodotti ad essi destinati. Affinché venga avviato un processo di innovazione sostenibile, infatti, è fondamentale che ci sia il contributo dei soggetti partecipanti attraverso la loro personale creatività. L’innovazione in questo modo viene creata dalle persone, non dai sistemi, e fa in modo che attraverso il contributo creativo dei soggetti interessati si realizzino e concretizzino nuove idee a favore dell’innovazione.

 

The introduction of technologies and innovative tools in the school’s daily working practices, both in administration and in teaching activities, is now one of the biggest challenges that schools are facing in their path towards innovation. In the field of public system digitalization, required by the Digital Growth Plan 2014-2020, running for the objectives of European Digital Innovation, innovation has to be primarily an open and collaborative process, which doesn’t end within academic boundaries, but it actively involves the plurality of stakeholders interested in its evolution; specifically in this context , by 'stakeholders' we mean both students and administrative staff. This paper aims to describe the innovation introduced throughout  the Living Lab ScuolAperta project: the design and implementation of a platform for integrated management of administrative and teaching system in four schools located in the Apulia Region. This article presents the results of the analysis of end-user approach towards the introduction of a new digital service platform in its daily work at school. Specifically, in the Living Lab project, crucial is the role of the beneficiaries of innovation; therefore, the goal of the platform, designed for the ScuolAperta project, is system sustainability and the attention of end-user needs in their personal evolution towards simpler working processes.

The focus is the action of co-creation in the design of e-portfolio tool for the assessment of learning. This article also describes the Focus Group activities  developed by researchers during the project, using a co-creating and methodological approach focused on the end-users, which allows them to collaborate with project designers in the development and testing of new products. In order to start a process of sustainable innovation, the contribution of the participants through their personal creativity is essential. In this way, innovation is created by people, not systems, aiming to realize new ideas for innovation.

 

1. Introduzione

 

Gli attuali scenari dell’educazione formale pongono lo studente al centro del processo di insegnamento/apprendimento e gli riconoscono un ruolo attivo, dinamico e collaborativo. D’altra parte, le ICT rappresentano strumenti in grado di offrire nuove e strategiche possibilità che favoriscono gli studenti nello sviluppo delle competenze necessarie per gestire questo nuovo importante ruolo. In tal senso, una volte identificate le competenze da promuovere, le ICT possono rappresentare il principale veicolo attraverso cui favorire opportunità di acquisizione e di sviluppo delle stesse. Progettare ambienti digitali ad hoc, in grado di rispondere ai bisogni degli utenti, da integrare sinergicamente nei contesti formativi, come la scuola o l’università, rappresenta una delle innovazioni più importanti da realizzare, ma anche una delle più significative sfide nell’ambito della progettazione didattica contemporanea.

L’introduzione delle ICT nei contesti scolastici richiede una continua ed efficace trasformazione del setting didattico, attraverso la promozione di una diversificazione delle metodologie e delle strategie di insegnamento (incluse ovviamente le pratiche valutative), incoraggiando una riprogettazione delle risorse didattiche.

Il Living Lab ScuolAperta parte proprio da quest’idea di riprogettazione degli ambienti digitali attraverso un’analisi dei bisogni di alcuni dei principali attori coinvolti nei processi didattici e di gestione amministrativa delle scuole.

Il presente articolo descrive alcune delle fasi del progetto LivingLab ScuolAperta, frutto della collaborazione tra il mondo aziendale e quello della ricerca scientifica al fine di realizzare una serie di opportunità per favorire le scuole coinvolte nella progettazione di ambienti digitali che possano rispondere alle reali esigenze nella gestione dei processi formativi.

In linea generale, il progetto ScuolAperta mira alla realizzazione di una piattaforma tecnologica destinata agli istituti scolastici per la gestione integrata di servizi informatizzati relativi sia ai processi didattici che a quelli amministrativi. L’unificazione dei due processi, dunque, rappresenta l’elemento qualificante e assolutamente innovativo dell’intera proposta, che ha coinvolto quattro tra gli istituti scolastici della Puglia col più alto livello di innovazione didattica e di dematerializzazione dei sistemi amministrativi. Le scuole interessate nel progetto sono le seguenti:

  • Scuola primaria “Cantobelli” (Lecce);
  • I.I.S.S. “Ettore Majorana” (Brindisi);
  • Istituto comprensivo “Giovanni Pascoli” (Massafra);
  • Scuola primaria “Pascoli – S. Chiara” (Foggia).
  • Come si evince dalla sede delle scuole, il progetto ha cercato di comprendere tutte le province del territorio pugliese, così da gestire una rete completa del livello di know-how distribuito tra diverse zone del territorio regionale.

L’analisi qui presentata fa particolare riferimento alla progettazione partecipata di un e-portfolio per la valutazione degli apprendimenti degli studenti per la quale sono stati coinvolti i docenti e gli stessi studenti attraverso la partecipazione ad una serie di focus group e a di workshop specifici per la formazione ai più innovativi approcci nell’ambito della ricerca docimologica.

Il progetto ScuolAperta rientra nell’ambito dei Living Lab. Si tratta di un modello progettuale teorizzato per la prima volta nel 2003 da parte del prof. William Mitchell del MIT che si sostanzia nella proposta di una nuova metodologia di ricerca di tipo user-centered che consente agli utilizzatori dei servizi che si intendono offrire di collaborare con i progettisti nello sviluppo e nella sperimentazione dei nuovi prodotti ad essi destinati (Ericksson, Niitamo & Kulkki, 2005). Tale concetto, dunque, si accompagna ad una nuova visione dell’utente finale, che non si rappresenta più come fruitore passivo di un determinato servizio, ma diviene partecipante attivo del processo di definizione dello stesso. Ciò rappresenta un passaggio evolutivo molto importante nell’ambito dell’offerta da parte delle aziende che possono, o meglio devono, usare idee e tecnologie interne ed esterne all’impresa stessa al fine di accrescere e auto-promuovere il proprio processo di rinnovamento.

In questo contesto di open innovation e di co-creazione si è definito il progetto Living Lab ScuolAperta, ammesso nell’ambito del P.O. FESR Puglia 2007-2013 – LIVING LAB SMART PUGLIA 2020 “Supporto alla crescita e sviluppo di PMI specializzate nell’offerta di contenuti e servizi digitali” e avviato nel giugno del 2014. Il team di Partner di progetto è composto dalla società di consulenza LINKS management and technology, capofila e responsabile di progetto, Erid Lab dell’Università di Foggia, Frontiere21, Progetto Azienda, Commedia e AlbaProject. Tutti i partner coinvolti hanno sede in Puglia.

 

2. Metodologia

Nell’ambito del Living Lab ScuolAperta, tra le attività di ricerca del Laboratorio ERID nel contesto delle tecnologie didattiche e della reingegnerizzazione dei processi, sono state articolate le seguenti azioni programmate all’interno della Struttura Analitica del Progetto:

  • Analisi e comprensione dell’utenza finale.
  • Definizione del modello di interazione tra i diversi attori coinvolti.
  • Prototipazione e personalizzazione delle soluzioni.
  • Test e sperimentazione di nuove tecnologie in applicazioni reali rispondenti agli effettivi fabbisogni dell’utenza finale.

Di seguito la definizione delle azioni realizzate dallo staff del laboratorio ERID:

  • Organizzazione e conduzione di cinque Workshop tematici presso le scuole
  • Organizzazione e conduzione di quattro focus group.

Lo studio finalizzato all’analisi e alla comprensione dell’utenza finale, dunque, è stato condotto attraverso la metodologia di ricerca qualitativa di conduzione di Focus Group tematici somministrati a gruppi composti dal personale tecnico amministrativo e docente e dal gruppo studenti di ogni scuola interessata nel progetto. Il focus group è una tecnica di rilevazione qualitativa dei dati, utilizzata nella ricerca sociale, che si basa sulle informazioni che emergono da una discussione di gruppo su un tema o un argomento che il ricercatore desidera indagare in profondità (Zammuner, 2003). Pertanto, tale strumento di ricerca è stato definito adatto ed efficace all’obiettivo di analisi e comprensione dei bisogni degli utenti, al fine di indurre i partecipanti ad esprimere le proprie percezioni, sentimenti, atteggiamenti e idee finalizzata alla co-progettazione dei servizi di ScuolAperta. La domanda di ricerca che può essere individuata nel contesto dei focus group prodotti per ScuolAperta può essere così sintetizzata: “quali sono le percezioni degli insegnanti, del personale tecnico amministrativo e degli studenti riguardo alla digitalizzazione dei servizi e delle risorse all’interno del proprio contesto scolastico?”.

L’obiettivo, quindi, è stato quello di indagare in profondità sulle opinioni degli intervistati riguardo all’introduzione degli strumenti tecnologici nella quotidianità lavorativa sia didattica che amministrativa, le dinamiche interne alla scuola e il grado di formazione degli stessi attori nell’utilizzo dei vari strumenti disponibili, le aspettative riguardo ai servizi previsti dal progetto ScuolAperta. Un approfondimento particolare è stato previsto sulla tematica dell’e-portfolio e degli strumenti di valutazione degli apprendimenti.

 

3. I workshop realizzati per formare i docenti alla co-progettazione di un e-portfolio

 

L’e-portfolio da realizzare all’interno del progetto SculolAperta non rappresenta un semplice e sterile strumento di valutazione da inserire all’interno dei contesti scolastici individuati nel campione di istituti selezionati. Pur riconoscendo la straordinaria innovatività ed efficacia dell’e-portfolio come strumento non soltanto di valutazione, ma anche e soprattutto come strumento di formazione continua, perché possa essere assolutamente e pienamente valido ed efficace, è opportuno che venga co-progettato con i docenti e gli studenti e che sia l’esito di una lettura e analisi dei loro bisogni. Per tali ragioni, il progetto ha previsto un percorso di formazione finalizzato all’acquisizione di competenze di progettazione didattica attraverso l’uso di strumenti di valutazione e di risorse didattiche interattive, dinamiche e partecipative.

Il progetto, oltre ad una serie di focus group realizzati con l’intento di raccogliere numerosi dati per una attenta analisi dei bisogni dei destinatari dell’e-portfolio, ha previsto anche la realizzazione di una serie di workshop formativi.

Obiettivi formativi dei workshop condotti:

  • Incoraggiare processi didattici che includano l’uso di strumenti digitali per la valutazione.
  • Favorire esperienze di apprendimento che permettano di riprogettare la gestione della classe, al fine di incrementare il successo didattico in termini di risultati di apprendimento.
  • Facilitare la condivisione di materiale autoprodotto e incoraggiare la collaborazione tra i docenti, tra gli studenti e tra docenti e studenti.
  • Sostenere l’accesso ubiquo ai materiali didattici e alle attività scolastiche.
  • Favorire la multimedialità delle risorse e la crossmedialità delle esperienze didattiche.
  • Aggiornare le competenze dei docenti sulle metodologie didattiche per lo sviluppo della digital literacy.

Azioni attivate durante i workshop:

  • Condivisione di processi legati all’uso strategico delle tecnologie nel contesto scolastico.
  • Aggiornamento professionale sulle metodologie didattiche per lo sviluppo della digital literacy.
  • Attività collaborative per la progettazione di soluzioni didattiche laboratoriali, che includano l’uso delle tecnologie e delle risorse didattiche digitali.
  • Co-costruzione di percorsi collaborativi dei processi di apprendimento da adottare nei diversi contesti scolastici.

Nel dettaglio, le attività di formazione alle strategie di valutazione del gruppo di docenti hanno previsto:

  • Partecipazione ai workshop teorico-pratici in presenza.
  • Partecipazione alle attività di co-progettazione dei servizi da realizzare nell’ambito del progetto ScuolAperta.
  • Produzione di contenuti progettuali da condividere con i colleghi per la progettazione dell’e-portfolio.

Tutti i workshop sono stati condotti in presenza e resi in seguito in modalità online.

La tabella che segue rappresenta una sintesi dei temi dei workshop condotti.

 

 

Gli ultimi due workshop realizzati, “La valutazione autentica e gli strumenti digitali” e “Creazione dell’e-portfolio”, si sono concentrati in modo particolare sulla progettazione di un e-portfolio e sulla nuova cultura docimologica orientata sempre più verso modelli di integrazione sistemica tra i processi di apprendimento e i nuovi strumenti e metodi di valutazione. I docenti hanno manifestato particolare interesse per tali orientamenti didattici e hanno richiesto ulteriori momenti di formazione specifica sull’efficacia dell’e-portfolio come strumento in grado di favorire processi di self e peer assessment (Limone, 2012) e come dispositivo in grado di favorire l’apprendimento (Tillema, 2001).

Secondo alcuni studiosi (Lin, 2008; Wang, 2009), attraverso l’e-portfolio è possibile creare contesti autentici di apprendimento in grado di supportare l’apprendimento collaborativo e la valutazione. Come sostiene Pierpaolo Limone (2012), “i processi di valutazione realizzati per mezzo dell’e-portfolio comprendono lo sviluppo, la documentazione, la condivisione e la riflessione sui processi e sui prodotti dell’apprendimento. In questo modo, gli studenti hanno la possibilità di sviluppare e contemporaneamente valutare la propria conoscenza”(p. 16).

All’interno dei contesti formativi si riscontra sempre di più l’esigenza dei formatori di fare riferimento a modelli didattici che considerano la valutazione come processo integrato con l’intero progetto didattico, sia il valore della valutazione sinergica dei prodotti e dei processi dell’apprendimento (Limone, 2012).

Attraverso il ricorso a strumenti di valutazione così dinamici, come può essere ad esempio l’e-portfolio, i docenti rispondono al bisogno di sostenere gli studenti durante il loro processo formativo e di adattare i sistemi di valutazione agli obiettivi complessi di apprendimento (Gregori-Giral & Menéndez-Varela, 2014). In altre parole, si tratta di mettere in atto quello che John Biggs (1996) definisce “allineamento costruttivo” tra apprendimento, istruzione e valutazione, ma anche tutto il modello dell’educative assessment proposto da Grant Wiggins (1998).

La letteratura è ricca di innumerevoli casi di studio in cui si dimostra che l’e-portfolio nei contesti formativi è in grado di promuovere processi di auto-riflessione e di pensiero critico sulle proprie conoscenze, abilità e competenze (Bahous 2008; Baume & Yorke 2004; Chang, Tseng, Chou & Chen, 2011; Conrad 2008).

Nel contesto dei workshop realizzati, sono stati particolarmente stressati gli effetti positivi del portfolio-based assessment e del competence-based learning (Admiraal, Hoeksma, van de Kamp & van Duin, 2011; García, García, Del Rey, Rodríguez & De La Villa, 2014). Una pratica valutativa di questo tipo permette appropriate opportunità di riflessione, pratica, consultazione delle risorse (Wiggins, 1998), apprendimento attraverso i feedback e perfezionamento delle prestazioni e dei prodotti. Le prestazioni autentiche sono uno degli esempi concreti di prove di valutazione non standardizzate che richiedono necessariamente l’utilizzo di uno strumento in grado di registrare la crescita dell’individuo in termini qualitativi più che quantitativi. Il concetto di alternative assessment (Gipps & Stobart, 2003) si inserisce a pieno titolo in questa prospettiva di valutazione poiché rappresenta un termine abbastanza flessibile che può includere performance, authentic, formative, e diagnostic assessment. In questo scenario, i processi di progettazione didattica si focalizzano direttamente sullo sviluppo di competenze che possono essere messe in evidenza attraverso l’e-portfolio, inteso come un dispositivo che permette di dimostrare lo sviluppo dell’apprendimento attraverso un meccanismo che comprende la collezione, selezione e riflessione della performance evidence la quale rivela la natura multi livello e multi sfaccettata dei processi di apprendimento e dei successi formativi nel corso del tempo (García et al. 2014).

 

3.1 I focus group per l’analisi dei bisogni degli utenti coinvolti

La co-progettazione con gli utenti finali del progetto ScuolAperta è avvenuta principalmente attraverso i focus group. Gli incontri sono avvenuti presso le singole scuole coinvolte nel progetto e i destinatari sono stati i seguenti

 

Tabella 1. Destinatari focus group

 

Hanno partecipato ai focus group un totale di 18 unità del personale ATA, 26 unità del personale docente e 32 studenti. Il target scelto per i focus group è stato quello degli studenti di classe V nelle scuole primarie Cantobelli, Giovanni Pascoli e Pascoli – Santa Chiara, mentre  all’incontro presso l’IISS Ettore Majorana hanno partecipato tre studenti di secondo anno, tre studenti di terzo anno, quattro studenti di quarto anno.

Come indicato precedentemente, i focus group hanno permesso la rilevazione dei bisogni e delle esigenze d’uso degli utenti in relazione all’adozione dei servizi offerti dal progetto ScuolAperta per la gestione della didattica e dell’amministrazione.

La progettazione con il personale docente e tecnico amministrativo e con gli studenti si è svolta tra dicembre 2014 e marzo 2015. Gli incontri hanno prodotto risultati rilevanti ai fini progettuali perché hanno permesso di definire in maniera dettagliata quali sono le specifiche conoscenze, il grado di formazione e le necessità degli attori interni alle scuole e, quindi, coinvolti in prima persona nel progetto.

Il focus group dei docenti e del personale ATA è stato strutturato secondo quattro aree di rilevazione. Di seguito la sintesi dei dati emersi per area.

Opinioni generali:

  • digitalizzazione dei servizi scolastici come risorsa o ostacolo nella gestione dei processi amministrativi e didattici.
  • Quasi tutti gli attori coinvolti nel focus group hanno definito necessario l’utilizzo delle tecnologie, sia in ambito amministrativo che didattico. Tuttavia, a volte l’eccesso di strumenti digitali a disposizione può essere di ostacolo alla quotidianità della scuola, soprattutto a causa delle problematiche di accesso alle piattaforme ed ai software online che non sono sempre adeguati alle esigenze delle pratiche lavorative. Dai focus group è emerso, inoltre, che nonostante l’approccio positivo nei confronti dell’utilizzo degli strumenti tecnologici, non tutti i docenti hanno dimostrato grande inclinazione all’implementazione della tecnologia nelle proprie ore d’aula, ritenendola in alcuni casi incapace di favorire lo sviluppo di determinate competenze nei discenti che, a loro parere, solo il cartaceo è ancora in grado di assicurare.
  • Pratiche d’uso delle tecnologie per la scuola:
  • quali tecnologie sono presenti a scuola;
  • frequenza e modalità d’uso;
  • rapporto con esse ed eventuali necessità di innovazione;
  • utilizzo didattico e amministrativo.

Il rapporto con la tecnologia della maggior parte dei partecipanti ai focus group risulta ambivalente: da un lato si riconosce la facilità d’uso e la semplificazione del lavoro, dall’altro la lentezza dei mezzi a disposizione, della connessione e la loro elevata obsolescenza. Tali elementi costringono, in determinate occasioni, a ripetere più volte lo stesso lavoro. In alcune  realtà, tuttavia, sono emerse delle problematiche legate alla differenza tra la velocità di gestione amministrativa interna alla scuola, dovuta al livello avanzato delle tecnologie impiegate, e la lentezza di elaborazione dei dati degli uffici centrali.

Le risorse più utilizzate in classe sono il registro elettronico e la Lim. L’utilizzo di altri strumenti, come i tablet, variano in base alle sezioni. Il concetto del registro elettronico, invece, è apprezzato trasversalmente, ma la sua applicazione risulta difficoltosa in alcune realtà in quanto le piattaforme messe a disposizione delle scuole sono spesso lente e non sempre user-friendly. In sintesi, la tecnologia viene percepita dai partecipanti come elemento facilitatore delle attività e potenziante dell’esperienza di classe del discente, ma risulta evidente la necessaria di una maggiore formazione al personale docente e ATA, al fine di beneficiare di tutte le possibilità offerte dalla stessa.

Bisogni in termini d’uso per la gestione informatizzata dell’amministrazione scolastica:

  • facilitazione dei processi di lavoro didattico e amministrativo;
  • limiti degli strumenti;
  • esigenze rispetto ad essi.

Dai focus group condotti è emersa la primaria necessità, da parte del personale ATA, di aumentare la capacità di connessione delle scuole e delle sedi centrali, al fine di gestire al meglio tutto il traffico dati amministrativo. In particolare in alcune realtà scolastiche, la discussione ha mostrato che, posto il pensiero comune che la digitalizzazione favorisca e velocizzi tutto il lavoro di segreteria, l’eccesso di aggiornamento tecnologico della stessa porta a volte ad una incomunicabilità con gli uffici esterni, che non sono in grado di recepire determinati tipi di comunicazione. Inoltre, alcuni servizi, seppur molto vantaggiosi e richiesti, risultano avere un costo elevato e non sostenibile per la scuola.

Bisogni in termini d’uso per la gestione informatizzata dell’attività formativa dell’istituto:

  • processi di comunicazione interna ed esterna alla scuola;
  • valutazione degli apprendimenti;
  • e-portfolio.

Nello specifico in questo contesto viene riportata esclusivamente la sintesi dei dati emersi dalla sotto-area di investigazione riguardante la co-creazione dell’e-portfolio. Dalle risposte date è emerso che l’e-portfolio non è ancora uno strumento molto conosciuto né utilizzato all’interno delle scuole investigate. Nonostante ciò, c’è da parte dei docenti un forte interesse nei confronti di questa forma innovativa e alternativa di valutazione degli apprendimenti. Molti degli intervistati hanno presentato alcune remore riguardo alla “freddezza” di un sistema elettronico utilizzato in un ambito così delicato quale la valutazione, ma non escludono che, con le adeguate componenti e sezioni, non possa entrare normalmente a far parte delle loro pratiche lavorative, così come è accaduto per molti altri strumenti digitali.

Il focus group degli studenti è stato strutturato secondo 2 aree di rilevazione. Di seguito la sintesi dei risultati emersi per traccia.

Pratiche d’uso delle tecnologie per la scuola:

  • le tecnologie maggiormente utilizzate a scuola e al di fuori del contesto scolastico.
  • Dai focus group è emerso l’utilizzo della Lim in comune a tutti gli istituti, mentre l’uso di strumenti più avanzati quali tablet e occhiali 3D è presente solo in alcuni istituti, e non necessariamente in tutte le classi. Lo strumento più utilizzato dai ragazzi nel tempo libero, invece, risulta essere certamente lo smartphone, unito all’utilizzo di pc e raramente a quello dei tablet. All’interno dell’ambiente scolastico, dalle risposte è emerso che agli studenti piacerebbe utilizzare particolarmente lo smartphone e il tablet, anche al fine di migliorare la comunicazione e l’apprendimento in classe.
  • Ipotesi di co-progettazione per ScuolaAperta:
  • scuola digitale;
  • scuola aperta;
  • e-portfolio e valutazione degli apprendimenti.

Dai focus emerge una volontà da parte di tutti gli studenti di potenziare l’esperienza scolastica attraverso un utilizzo maggiore della tecnologia, ad esempio  con l’uso di programmi come skype per gli allievi assenti, o la possibilità di effettuare lezioni non in presenza. La differenza di innovazione trai diversi istituti scolastici risulta evidente, infatti in alcune scuole il pc o il tablet vengono utilizzati per gestire test e medie ed in altre questi strumenti non sono affatto presenti o comunque poco utilizzati. Per quanto riguarda lo strumento dell’e-portfolio, invece, risulta sconosciuto a quasi tutti gli studenti coinvolti nei focus group.

 

4 Conclusioni e scenari futuri

 

Durante una delle prime fasi di progetto, Erid Lab ha condotto un’attenta analisi attraverso la realizzazione di un benchmarking delle piattaforme disponibili in versione open source per la creazione di un e-portfolio. Dopo la valutazione di elementi quali usabilità, diffusione, interfaccia, capacità di archiviazione, implementabilità social, interoperabilità mobile, si è giunti alla conclusione che lo strumento migliore a supporto di un e-portfolio per ScuolAperta sia Mahara. Si tratta di una piattaforma che nasce nel 2006 e da allora è in continuo sviluppo. Mahara è il frutto della collaborazione tra New Zealand's Tertiary Education Commission's e-learning Collaborative Development Fund (eCDF) che include: Massey University, Auckland University of Technology, The Open Polytechnic of New Zealand, e la Victoria University of Wellington.

Mahara, termine che nel linguaggio Māori significa pensare, è una piattaforma di e-portfolio open source con weblog e funzioni di social networking implementate. Il sistema mette a disposizione dell’utente diversi strumenti per gestire la piattaforma di sviluppo e di presentazione.

In seguito all’analisi dei bisogni e del benchmarking tra le varie opportunità offerte dagli strumenti di e-portfolio, sono state individuate le seguenti sette aree fondamentali per la progettazione dell’e-portfolio per il progetto ScuolAperta:

1 - spazio di archiviazione;

2 - inserimento di informazioni contestuali;

3 - selezione e auto-valutazione;

4 - timeline dei progressi formativi;

5 - prove di apprendimento;

6 - personalizzazione dell’e-portfolio e dei suoi contenuti in base al destinatario;

7 - abbattimento delle barriere spaziali e temporali grazie alla fruizione online e multipiattaforma di Mahara.

Al momento, le aziende coinvolte nel progetto stanno procedendo con la ideazione grafica e informatica dell’e-portfolio che verrà implementato all’interno della piattaforma integrata che rappresenta il risultato finale del progetto ScuolAperta. Si prevede una presentazione dello strumento realizzato in occasione dell’evento finale in programma per i prossimi mesi. Una fase di follow-up del progetto potrà permettere di individuare punti di forza e di debolezza, anche a partire dal punto di vista dei soggetti coinvolti nell’utilizzo dell’e-portfolio. Inoltre, attraverso azioni mirate si potranno valutare eventuali ricadute nell’apprendimento degli studenti e anche nella gestione delle attività formative da parte dei docenti.

 

Note

[1] A. Dipace è autrice dei capitoli 1, 3 e 4.

[2] C. Bellini è autrice dei capitoli 2 e 3.1.

 

Bibliografia

 

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