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La “spettacolarizzazione del tragico”: anestesia delle menti e delle coscienze

L’immersione globale e diffusa nel mare della comunicazione multimediale – per mezzo di radio, podcast, smart tv, smartphone, ipad ecc. – rappresenta ormai una realtà generalizzata e consolidata.

 

 

 

In questo mare comunicativo, con sempre maggior frequenza si ha l’impressione che una “notizia” sia ripresa e montata più e più volte in maniera proporzionale alla sua tragicità, con l’effetto  di  mettere in secondo piano l’intento informativo, a solo vantaggio degli aspetti “sensazionalistici” e “spettacolari”. Rincorrendo in tal modo l’imperativo dell’audience – talvolta con la falsa ingenuità di chi dichiara il diritto all’informazione e alla trasparenza come degli assoluti che finiscono con entrare in conflitto con gli altri diritti personali, comunitari e sociali – che finisce per sortire l’effetto di una progressiva perdita della capacità di “partecipare” realmente ai problemi, alle sofferenze e spesso alle tragedie altrui. Conseguenza inevitabile è quella di ingenerare una sorta di “narcosi” delle menti e delle coscienze rispetto al dolore rappresentato. Un dolore che talvolta diventa gossip, quando sono gli stessi interpreti a farsi primattori di uno  show nel quale si contendono il ruolo di protagonisti principali a colpi di interviste, di immagini, di pseudo-scoop.

I molti casi eclatanti degli ultimi anni mettono in luce la labilità del confine tra diritto all’informazione e sciacallaggio mediatico, tra partecipazione e curiosità, tra investigazione e  pettegolezzo. Pongono, altresì, improrogabili questioni di natura educativa ed etica, nel momento in cui sollecitano a intervenire seriamente nella gestione della comunicazione multimediale proprio al fine di evitare quell’intorpidimento emozionale che, a poco a poco, indebolisce sia la capacità di “pensare” che quella di “sentire” la vita degli altri, come se la sovraesposizione mediatica rendesse gradualmente insensibili di fronte a eventi tragici o indifferenti nei confronti delle tante vite spezzate che hanno pelle, lingua, fede, cultura diverse dalla propria. O, semplicemente, non sono noi.

 

In questo numero raccogliamo interventi miranti a promuovere una attenta riflessione sul tema della “comunicazione spettacolarizzata” e ai possibili interventi di natura educativa e formativa  che possono contribuire a rendere visibile la dimensione umana della comunicazione, in una società che certamente non può sottrarsi alle forme più accelerate ed evolute di quest’ultima ma che, al contempo, deve saperla governare in funzione dell’umano e non “contro” di esso.

 

 

INDICE - TABLE OF CONTENTS

 

L'EDITORIALE - THE EDITORIAL

 

di Isabella Loiodice

Oltre lo spettacolo, a presidio dell’umano

Beyond the show, to protect the human dimension

 

INTERVENTI - ARGUMNETS

 

di Massimo Baldacci

Apparato egemonico e formazione del senso comune in Gramsci

Hegemonic apparatus and formation of common sense in Gramsci

 

INTERVISTE - INTERVIEWS

 

di Isabella Loiodice

Comunicazione mediale e tecnologie digitali. Usi e abusi dei media nell’intervista a Roberto Maragliano

Media communication and digital technologies. Uses and abuses of the media according to Roberto Maragliano

 

di Pasquale Renna

Ermanno Bencivenga. 5 note su etica e pedagogia nella civiltà dell'immagine

Five reflections on Ethics and Pedagogy in the Civilization of the Image: Ermanno Bencivenga


SAGGI - ESSAYS

 

di Marinella Attinà

Morte e rinascita della cultura del sentire: una lettura pedagogica

Death and rebirth of the culture of feeling: a reading pedagogy

 

di Emanuele Isidori

La comunicazione spettacolarizzata: una riflessione pedagogica tra Debord e YouTube

Communication spectacularized : a pedagogical reflection between Debord and YouTube

 

di Grazia Maria Masselli

A scuola di teatro. Teoria degli affetti e pratica degli effetti (speciali)

At School of Theater. The Doctrine of the affections and the practice of special effects

 

di Leonardo Acone

La cava di Rosso, la spiaggia di Aylan e l'orsetto dell'Ikea. L'infanzia dalla narrazione consapevole del dolore alla invasività mediatica globalizzata

The quarry of Rosso, Aylan's beach and the Ikea teddy bear. Childhood from the aware narration of the pain to the worldwide media invasive character

 

di Carlo Bosna

Populismo digitale. Intelligenza collettiva e connettiva

Digital populism . Collective intelligence and connective

 

di Micaela Castiglioni

L’esperienza-del-limite: questione di auditel o progetto culturale-educativo?

Limit-experiences: a question of audience share or an educational opportunity?

 

di Giuseppe D'Anna

La “pseudo-tragicità” dello spettacolo: tra Spinoza, Jaspers e Debord

The "pseudo-tragedy" of the show: between Spinoza, Jaspers and Debord

 

di Fiammetta Fanizza

La spettacolarizzazione come deformazione dell'umano e come origine del “tragico urbano”

The spectacle as a deformation of the human and as the source of the "tragic urban"

 

di Ilaria Filograsso

Immagini di guerra. Spunti dalla letteratura per ragazzi per una pedagogia dello sguardo

Images of war. Cues from children's literature to a pedagogy of the eye

 

di Paola Martino

L’esperienza depredata. Ebbrezza mediatica e comunicazione educativa

The experience robbed. Thrill media and educational communication

 

di Luigi Traetta

Spettacolarizzare per insegnare. Arte e medicina retrospettiva alla Salpêtrière

A spectacle to teach. Art and medicine retrospective at the Salpêtrière

 

di Vito De Nardis, Emanuela Recchia

Comunicare argomentando: per una pedagogia dell’autentico

Communicate arguing: for a pedagogy of authentic

 

di Alessandro Ferrante

L’oscenità dell’immaginario mediatico: riflessioni critiche e contromisure pedagogiche

The obscenity of media imagination: critical reflections and pedagogical countermeasures

 

di Alessandra Romano

“The Show must go on: letting people cry. Working with Informal Learning for going beyond the information given”

“Lo Show deve continuare: lasciamo le persone piangere. Lavorare con l’Apprendimento Informale per andare al di là dell’informazione data”

 

di Giovanni Spagna

Da Watzlawick a Bauman. La drammatizzazione della notizia ed il problema comunicazione-relazioni umane nella società tecno-globalizzata

From Watzlawick at Bauman. The dramatization of the news and communication-human relations in society, techno-globalized

 

BUONE PRASSI - GOOD PRACTICES

 

di Loredana Perla

La didattica "spettacolarizzata" per l'apprendimento della storia. Dalla ricerca al progetto

"Glamorised" education for History teaching. From research to actual projects

 

di Serafina Pastore

Valutare (per migliorare) la qualità didattica del sistema universitario italiano: il progetto IDEA

Assessing educational quality (to improve) the Italian University system: the project IDEA

 

di Anna Dipace, Claudia Bellini

Ambienti digitali e valutazione degli apprendimenti. La co-progettazione di un e-portfolio all’interno del Living Lab ScuolAperta

Digital environments and evaluation of learning . The co - design of an e - portfolio within the Living Lab ScuolAperta

 

di Severo Cardone

La sperimentazione di un servizio di Career Advising all’Università

The testing of Career Advising service at the University

 

di Elisa Muscillo

La digital literacy e la credibilità delle informazioni nella società della conoscenza. Il ruolo del feedback nell’apprendimento nei percorsi e-learning per soggetti a rischio

Digital literacy and the credibility of the information in the knowledge society. The role of feedback in learning e-learning paths for individuals at risk

 

RECENSIONI - REVIEWS


di Giuseppe Annacontini

Mattei, F. (2015). Persona. Adnotationes in lemma. Anicia: Roma

 

di Viviana De Angelis

Elia, G. (2015). La complessità del sapere pedagogico tra tradizione e innovazione. Milano: FrancoAngeli

 

di Luca Giuseppe Ingrosso

Annacontini, G. (2014). Pedagogia dal sottosuolo. Teoria critica e linee metodologiche. Torino: L’Harmattan Italia

 

di Ludovica Lops

Ceruti, M. (2014). La fine dell’onniscienza. Prefazione di Giulio Giorello. Roma: Studium

 

di Valentina Mustone

De Serio, B. (2014). Educare dalla nascita. Il progetto di Adele Costa Gnocchi. Roma: Anicia

 

di Viviana Vinci

Dipace, A. (2015). Videogiochi, scuola e salute. Bari: Progedit