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Orientamento universitario ed e-learning: il progetto E-start delle Facoltà di Agraria e Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Foggia
di Annamaria De Santis   


Il processo di orientamento non fa riferimento esclusivamente allo sviluppo di competenze di decision making, ma include anche pratiche di accompagnamento dello studente nella prima fase di inserimento in nuovi ambienti di studio che possono apparire complessi e talvolta incomprensibili proprio in ragione della loro novità rispetto alle precedenti esperienze formative. Quali supporti le nuove tecnologie possono dare in tale fase di inserimento? I nuovi media restano solo un mezzo di pubblicizzazione degli eventi di orientamento (matricola day, saloni dell’orientamento, orari sportelli, ecc.) o possono, sfruttando le potenzialità del web 2.0, divenire strumento di comunicazione fra gli studenti e di confronto con i responsabili dei corsi di studi? Possono i nuovi media facilitare l’inserimento nella realtà universitaria?
La dissertazione presenta un progetto di orientamento e tutorato realizzato nelle Facoltà di Agraria e Scienze della Formazione dell’Università di Foggia realizzato nell’anno accademico 2010-2011. Tale progetto ha previsto un innovativo utilizzo di un corso e-learning per la preparazione ai test di ingresso (a numero programmato per la Facoltà di Agraria ed ad accesso libero con verifica delle conoscenze iniziali per la Facoltà di Scienze della Formazione), corso che si è rivelato centrale per la raccolta di informazioni e diffusione di pratiche per l’ingresso nel mondo universitario.

Guidance does not refer exclusively to the development of decision making skills, but also includes students’ support practices in the first phase of integration in new learning environments that can appear complex and sometimes incomprehensible because of their novelty. What support can the new technologies give in the first phase of integration in the academic environment? Are the new media only a means of promoting guidance events or can become instruments of communication among students and with the managers of course of study, through web 2.0 tools? Can the new media facilitate the insertion into the university world?
The paper describes a guidance and tutoring project realized in the Faculties of Agraria and Scienze della Formazione at University of Foggia during the Academic Year 2011-2012. The project has provided the innovative use of e-learning courses to prepare first-year students for admission test, courses becomed a gathering of information and practices dissemination for entry into the academic world.

 

1. I bisogni orientativi in ambito universitario

L’introduzione dell’idea di orientamento universitario è abbastanza recente: da quando l’università è diventata di massa (anni ‘70), si è presentata la necessità di “orientare” i nuovi studenti nella scelta e nel percorso universitario. Tale esigenza si è tradotta in legge soltanto negli anni ’80 (Loiodice, 1998).
Oggi, le attività di orientamento in ambito universitario riguardano la totalità degli studenti nelle varie fasi del percorso universitario. Si prevedono perciò, attività di orientamento per studenti in ingresso, in itinere ed in uscita. I bisogni orientativi, cambiano in base alla diversa fase del percorso di studi attraversata dagli studenti. Se nella fase iniziale, gli studenti hanno bisogno di scegliere il corso di laurea più adatto alle proprie capacità ed aspettative ed inserirsi nelle pratiche e nelle logiche del nuovo ambiente di studio, nella fase intermedia, gli stessi hanno bisogno di essere guidati nelle pratiche di tirocinio e nello studio. Infine, nell’ultimo anno del percorso universitario, le preoccupazioni dei laureandi ruotano attorno al job placement, ovvero all’inserimento nel mondo del lavoro.
Ornella Gelmini, Laura Ferrazzi ed Emanuela Brumana (2008) distinguono i bisogni orientativi in bisogni informativi, formativi e di counseling. L’orientamento in entrata di solito si focalizza sui bisogni informativi degli studenti: opuscoli, piani di studio, sbocchi professionali, sono i dati che più frequentemente gli studenti hanno la curiosità di conoscere e, allo stesso modo, le università sono maggiormente disposte a fornire. Come sottolinea Laura Formenti (2009), però, «se la scelta di diventare studente universitario emerge da una biografia e prende corpo nell’esperienza quotidiana, è solo con la riflessione che si produce ‘la volontà di sopravvivere’ nel sistema» (p. 122). Le matricole, accanto quindi a competenze di decision making, hanno bisogno di sviluppare una approfondita conoscenza del mondo universitario in cui si stanno inserendo: è fondamentale conoscere le discipline di studio, i futuri colleghi, le sedi, i volti dei docenti con cui avranno a che fare negli anni a seguire. «La stessa formazione delle singole persone impone, accanto all’acquisizione di un sapere approfondito e critico, capacità di ‘leggere’ i contesti, di ascolto e comunicazione, di costruire e gestire ‘reti di relazioni’, di aprirsi e praticare l’innovazione» (Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori [ISFOL], 2011, p. 84). Pertanto, accanto ai bisogni informativi, è necessario che si tengano in debito conto i bisogni formativi di orientamento. Alcuni dei bisogni formativi elencati dalle autrici già citate (Gelmini, Ferrazzi, Brumana, 2008), riguardano quindi la possibilità di autovalutare la propria preparazione ed acquisire la metodologia di studio richiesta all’università.
Non solo l’opinione pubblica, ma anche statistiche autorevoli [1] affermano che i tassi di abbandono nel primo anno di università in Italia sono significativamente elevati. Seguire gli studenti nel loro ingresso nel mondo universitario, significa sostenere la scelta, evitare abbandoni (per scelte curricolari sbagliate o per difficoltà di familiarizzazione con l’ambiente universitario), creare negli studenti quelle capacità di base che consentiranno loro di affrontare con decisione e rapidità il percorso universitario, evitando il rischio frequente di finire fuori corso.
La legge 240/2010, “Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, nonché delega al Governo per incentivare la qualità e l'efficienza del sistema universitario”, indica all’art. 6 il preciso dovere dei professori di assolvere a compiti didattici, fra i quali orientamento e tutorato. Come sostiene Luca Vanin (2006), «università e studente interagiscono continuamente ed è responsabilità della prima mettere il secondo in condizione di accedere a un processo formativo di qualità, accogliendolo, sostenendolo nell’accesso delle risorse ed esigendo, come riscontro, una preparazione coerente alle aspettative» (p. 256).

2. Orientamento universitario e nuovi media

L’evoluzione delle nuove tecnologie in campo educativo e comunicativo ha contribuito a una forte diffusione di informazioni sulle possibilità di scelta in ambito universitario: sono numerosi i siti dedicati al tema, video e campagne pubblicitarie on-line, pagine di orientamento nei siti di Facoltà o Ateneo, ecc. Con mappe organizzate in maniera sempre più scientifica, flessibile ed efficace, i siti sono oggi un utilissimo strumento nella scelta della Facoltà universitaria. (Disint & Michelini, 2005).
I media e il tipo di comunicazione generata attraverso gli stessi influiscono pesantemente sul tipo di riflessioni e scelte dei più giovani, condizionando le rappresentazioni sociali e i modelli cognitivi degli stessi (Limone, 2009). La summenzionata legge 240/2010, nelle note dell’art. 15, sottolinea come il processo di orientamento possa essere condotto anche “attraverso l’utilizzo di strumenti informatici e telematici”. L’indicazione data dalle normative nazionali è pienamente in linea con le necessità delle nuove generazioni di matricole. I media digitali sono considerevolmente presenti nella vita e negli spazi dei giovani studenti e pertanto assumono un ruolo di rilievo nelle scelte dei cosiddetti nativi digitali, che usano con facilità il linguaggio multimediale e i meccanismi ipertestuali di apprendimento propri dei nuovi media (Prensky, 2001).
Riferendoci ai dati raccolti dall’ISFOL (2011), in particolare sugli enti del mondo universitario che svolgono attività di orientamento, si evince che accanto alle tipiche attività di presentazione dell’offerta formativa nelle scuole superiori, giornate aperte, partecipazioni a saloni, predisposizione di opuscoli, materiale cartaceo e sportello informativo, circa il 70% degli istituti raggiunti (93 enti) ha realizzato attività informative on-line e con una stessa percentuale attività di accoglienza ed accompagnamento. Soltanto il 37% degli enti considerati ha invece svolto attività di preparazione ai test di ingresso. Inoltre, autorevoli ricerche condotte a livello nazionale (Gelmini et al., 2008) dimostrano che il 100% delle Facoltà intervistate si occupa dei bisogni informativi degli studenti, soltanto il 90,1% pone attenzione ai bisogni di carattere formativo e addirittura l’83,57% si impegna a soddisfare i bisogni di consulenza dei giovani arrivati. L’utilizzo di pacchetti multimediali liberamente accessibili tramite il web è uno dei metodi maggiormente utilizzati per soddisfare i bisogni formativi di orientamento degli studenti universitari. Nonostante la definizione del tipo di prodotti utilizzati sia abbastanza generica, l’emergere di tale tipologia di materiale didattico ed orientativo all’interno di studi condotti a livello nazionale (Gelmini et al., 2008; ISFOL, 2011), ci spinge a porci domande in merito alla relazione fra orientamento formativo e nuove tecnologie: è possibile utilizzare le nuove tecnologie per l’orientamento universitario? In quale misura tale scelta risulta efficace?
Il web 2.0 offre ottime possibilità di scambio di informazioni e opinioni fra utenti che in tempi e luoghi diversi accedono tramite internet alla rete, ai suoi servizi e ai cosiddetti social media: blog, forum, wiki, social network, ecc. Attorno a tali spazi, si sviluppano comunità di pratiche che sono veri e propri centri di sapere, nei quali gli utenti, nell’ottica dell’user generated content, diventano produttori di conoscenze e non fruitori passivi di contenuti (Ferrari & Rivoltella, 2010).
Anche l’e-learning è stato definito 2.0, poiché le nuove piattaforme utilizzate si servono di numerosi ed efficaci strumenti collaborativi (Downes, 2005). Personalizzare il proprio profilo, scrivere nel proprio blog, condividere quesiti nei forum dei corsi on-line, caricare materiali utili per i propri colleghi di corso, può divenire motivo di crescita e adattamento a un nuovo contesto di vita e di studio. Gli strumenti dei sistemi LCMS (Learning Content Management System) per l’e-learning permettono agli studenti di condividere e co-costruire le conoscenze con i colleghi e a docenti e tutor di avere un monitoraggio costante dei bisogni dei corsisti, del livello degli apprendimenti, del clima relazionale generato nello spazio on-line.

3. L’e-learning per la preparazione ai test di ammissione: il progetto E-start per l’a.a. 2011/12

Il progetto E-start nasce a partire dall’attenzione e dai fondi che l’Ateneo foggiano sta dedicando al tema dell’orientamento (Fondo per l’incentivazione delle attività di tutorato e per attività didattico-integrative, propedeutiche e di recupero).
Il D.M. 270/2004 stabilisce che i regolamenti didattici di ateneo definiscano “le conoscenze richieste per l'accesso e ne [determinino] le modalità di verifica, anche a conclusione di attività formative propedeutiche, svolte eventualmente in collaborazione con istituti di istruzione secondaria superiore.”
A partire da tali premesse, due Facoltà dell’Università degli Studi di Foggia, condividendo la metodologia didattica dell’e-learning, hanno organizzato per le giovani matricole corsi di preparazione ai test di ammissione ai CdL della propria offerta formativa. La Facoltà di Agraria, che comprende il CdL a numero programmato in Scienze e tecnologie agrarie e in Scienze e tecnologie alimentari (rispettivamente 75 e 215 posti disponibili) ha organizzato un corso on-line costituito da quattro discipline (Matematica, Fisica, Chimica, Biologia), raccogliendo iscrizioni per circa 50 studenti. La Facoltà di Scienze della Formazione ha presentato un corso costituito allo stesso modo da quattro discipline (Filosofia, Storia, Letteratura Italiana, Linguaggi Mediali) per circa 250 matricole alle prese con i test per la verifica delle competenze iniziali per l’iscrizione al CdL in Scienze dell'Educazione e della Formazione. I corsi sono stati erogati sul Portale dei servizi e-learning dell’Università di Foggia, disponibile all’indirizzo http://elearning.unifg.it e gestito dal laboratorio ERID (Educational Research & Interaction Design) dello stesso Ateneo. La piattaforma utilizza il servizio open source di LCMS, Moodle, versione 2.1.

 

FIG. 1. Portale dei servizi e-learning dell’Università degli Studi di Foggia (http://elearning.unifg.it)


Ciascuna disciplina all’interno dei corsi comprende un numero variabile di videolezioni (da 6 a 24), organizzate in pacchetti SCORM (Shareable Content Object Reference Model). Accanto alle videolezioni, in piattaforma sono stati caricati approfondimenti, documenti, link utili e test di autovalutazione. Di grande rilevanza ed attenzione per il discorso qui affrontato è poi la predisposizione di forum, strumento fra i più noti per la comunicazione asincrona. Tale strumento, come evidenziano Simona Ferrari e Laura Piccardi (2010), permette di condividere situazioni problematiche e interessi comuni cercando soluzioni in maniera collaborativa a partire dalle conoscenze pregresse dei partecipanti. Pertanto, l’analisi dei forum consente una riflessione sia sui contenuti, sia sui processi di comunicazione e sulle dinamiche di gruppo attivate nei corsi on-line. La comunicazione scritta del forum permette un’analisi più chiara e trasparente dei processi relazionali e collaborativi nei gruppi (Macdonald, 2003; Wever et al., 2005). I forum assumono caratteristiche diverse a seconda degli obiettivi che perseguono: si ottiene così la possibile distinzione fra forum puramente informativi, forum di discussione con gli esperti disciplinari, forum di socializzazione e di lavoro di gruppo, forum di confronto sui contenuti disciplinari (Ferrari et al, 2010). Ciascuno nella sua specificità garantisce così la possibilità di monitorare i bisogni dei corsisti nella singolarità dei temi affrontati.
Nei corsi in questione, sono stati predisposti tre forum:
- Il forum News è stato dedicato alla comunicazione di novità relative ai corsi di preparazione, ma anche alla comunicazione di eventi della vita della Facoltà di riferimento (scadenze, prove di verifica per i corsi, seminari e convegni).
- Il forum Chiedilo al tutor è un forum di carattere più formale per il confronto con esperti disciplinari e tecnici.
- Pausa Caffè o Quattro chiacchiere sono invece i forum dedicati alla comunicazione fra gli studenti per l’intrattenimento e il confronto fra pari.
Per consentire un migliore utilizzo degli strumenti presenti in piattaforma da parte degli utenti, sono state predisposte delle FAQ sulle modalità di visualizzazione delle videolezioni, sull’uso dei forum e sulla distinzione esistente fra i tre forum, sulla personalizzazione del proprio profilo, sul servizio di messaggistica interno ai corsi.
In entrambe le Facoltà, i corsi on-line sono stati tenuti da docenti della stessa università (ordinari, associati, ricercatori), ossia i docenti dei percorsi di studi appena intrapresi.
Si possono così riassumere gli obiettivi che da progetto ci si augurava di raggiungere con la realizzazione dei due corsi on-line:
- gestire corsi di recupero della preparazione di base delle matricole attraverso una didattica innovativa: avvalendosi delle tecnologie per una erogazione in modalità e-learning, rispondendo concretamente ed efficacemente alle esigenze di formazione di giovani utenti e lavoratori;
- coinvolgere attivamente i partecipanti nel primo approccio al mondo universitario attraverso la creazione di spazi di comunicazione on-line che possano favorire l’instaurarsi di relazioni significative e ridurre il tipico “disorientamento iniziale” delle matricole;
- favorire un apprendimento delle materie oggetto della valutazione iniziale attraverso l’utilizzo di didattiche innovative;
- creare una reale sinergia tra mondo accademico e mondo della scuola al fine di favorire l’acquisizione di un metodo di studio adeguato ad affrontare serenamente e adeguatamente il percorso universitario.
- favorire la media literacy tra gli studenti: l’“alfabetizzazione ai media” è un obiettivo fondamentale delle politiche pubbliche dell'Unione Europea.

3.1 Materiali didattici e strumenti di comunicazione in una valutazione di sistema del progetto E-start

Nonostante non sia possibile allo stato attuale fornire dati relativi alla customer satisfaction, è tuttavia possibile in questa sede effettuare un’analisi dei dati emersi dalla presenza in piattaforma delle matricole. In particolare, saranno analizzati i log-file e la partecipazione ai forum da parte degli studenti. Ci soffermeremo sulla descrizione di quelli che sono i contenuti e le dinamiche prodotte all’interno del corso.
L’analisi dei log-file rivela che, al di là delle attese dei progettisti del corso, non è così ovvio che la totalità dei partecipanti scelga di utilizzare come oggetto privilegiato di studio le videolezioni. Della durata di non più di 15 minuti (proprio per limitare le difficoltà di apprendimento provenienti dal calo di concentrazione), sono state l’oggetto principale delle attenzioni solo di una parte delle matricole. È chiaramente molto elevato il numero degli studenti che ha visualizzato tale materiale, ma è significativo il numero di soggetti in formazione che ha scelto di utilizzare come strumento principale di studio in piattaforma altre risorse ed attività (presentazioni, quiz, forum).
Gli studenti di Agraria hanno preferito piuttosto soffermarsi sui quiz a risposta multipla forniti dai docenti stessi per esercitarsi per i test di ingresso del corso di laurea che, come già detto, è a numero programmato; non sono stati particolarmente attivi nella personalizzazione del proprio profilo, né tantomeno sono intervenuti significativamente nei forum. Le discussioni di sollecitazione dei tutor disciplinari si sono spesso trasformate in threads morti. Gli argomenti principali, comunque, sono stati quelli relativi a problemi di natura tecnica e in secondo luogo, a problemi di natura disciplinare. Le discussioni si esaurivano in forum poco profondi, con lo scambio di un numero limitato di messaggi. Probabilmente nella scelta del materiale da studiare, ha influito il fatto che il corso di laurea al quale ci si riferiva, fosse a numero chiuso: l’urgenza e la necessità principale degli studenti era quella quindi di superare il test d’ingresso rispondendo a quesiti, esercitandosi in questa specifica prova di verifica degli apprendimenti.
Le matricole di Scienze della Formazione hanno invece con maggior successo popolato i forum, nonostante in tali corsi fosse prevista unicamente la presenza di mediatori e-learning. Le matricole hanno dato inizio a molti argomenti di discussione. Più che discutere degli argomenti e dei temi affrontati nelle discipline, gli studenti hanno creato legami e solidarizzato fra loro: anche spiegare il meccanismo di apertura delle finestre pop-up per la visualizzazione delle videolezioni è divenuto un momento di confronto e di sostegno fra pari. Se gli argomenti aperti dai tutor raccolgono non più di 3-4 messaggi in risposta, troviamo threads di argomenti di discussione aperti dagli studenti stessi con addirittura 67 repliche. Gli studenti si sono confrontati sul numero di materiali consultati, hanno deciso nei forum di scambiarsi l’amicizia anche su Facebook, hanno organizzato attività in presenza, come ad es. l’operazione denominata dagli stessi “salviamo il pendolare”: in occasione dei test per la verifica delle competenze in ingresso, hanno deciso di incontrarsi in un punto di raccolta unico prima della prova, per evitare che qualche pendolare potesse perdersi nella città poco conosciuta. Inoltre, non appena iniziati i corsi universitari, i non frequentanti e i lavoratori hanno cominciato ad utilizzare gli spazi di comunicazione della piattaforma per ricevere informazioni dai loro pari in merito ai temi affrontati nelle lezioni e ai testi consigliati per l’esame.

 

FIGURA 2. Il forum Quattro chiacchiere per il corso di preparazione organizzato dalla Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Foggia.


Gli studenti (o meglio dire le studentesse, come notano le stesse matricole in una delle loro conversazioni nei forum) hanno personalizzato il proprio profilo con una foto e hanno vissuto la piattaforma in maniera molto personale. A testimonianza di tale osservazione, è il linguaggio estremamente colloquiale e sciolto utilizzato nei forum, in particolare nei threads in cui sentivano di essere “da soli”, cioè nelle catene di messaggi in cui non hanno sentito la presenza invadente dei mediatori e-learning.

4. Conclusioni

L’esperienza realizzata ci permette di riflettere su alcuni elementi chiave:
a. Le scelte, gli interventi e il modo di utilizzare i materiali didattici e le aree per la comunicazione denota una capacità d’utilizzo dello strumento da parte delle matricole, digital natives. La presenza consistente delle nuove tecnologie nella vita quotidiana, rende i più giovani in grado di utilizzare con scioltezza i nuovi media, anche scegliendo tempi e modi propri per l’utilizzazione degli stessi. Ne è esempio la scelta del materiale didattico da utilizzare per lo studio da parte delle matricole della Facoltà di Agraria. Le relazioni e le idee che si costruiscono in tali spazi virtuali, non restano lontani dalla realtà materiale: il sostegno, le informazioni e gli appuntamenti presi nel mondo virtuale dei forum (il caso del “salviamo il pendolare” descritto nel paragrafo precedente) si sono trasformati in pratiche reali.
b. La piattaforma ha garantito la possibilità di comunicare direttamente con rappresentanti dell’istituzione (tutor disciplinari o mediatori e-learning) e con i propri colleghi. Chiedere nei forum il numero degli iscritti alla prova di verifica in ingresso, piuttosto che esprimere fra pari le proprie preoccupazioni riguardo al test o ascoltare e riconoscere i docenti della futura esperienza universitaria tramite i video sono semplici pratiche che però hanno reso più semplice l’approccio alla realtà universitaria e pertanto hanno risposto a un bisogno di accompagnamento nella prima fase di inserimento nel mondo e nelle logiche accademiche.
c. I corsi, così come sono stati pensati, avrebbero dovuto rispondere ai bisogni, che Ornella Gelmini, Laura Ferrazzi ed Emanuela Brumana (2008) definiscono formativi: la disponibilità di contenuti disciplinari e la possibilità di relazione rispondono senza dubbio a tale definizione. È altrettanto vero però, che anche a partire dalle richieste degli studenti, è emersa con forza la necessità di avere informazioni. Molto spesso le risposte date dai tutor sono state sufficienti, ma bisognerebbe ripensare il dialogo con responsabili amministrativi per il servizio di orientamento in entrata, ad esempio coinvolgendo nelle discussioni dei forum, componenti della Segreteria didattica e della Segreteria Studenti che potrebbero rendere più veloci e di facile comprensione adempimenti burocratici, fornendo veloci e dettagliate risposte ai nuovi iscritti.
Confrontando i risultati ottenuti, con gli obiettivi previsti dal progetto, riconosciamo senza dubbio i meriti da attribuire all’iniziativa. Al di là della pura funzione informativa, i nuovi media grazie alla loro diffusa presenza nella vita quotidiana e alle possibilità di condivisione e confronto che offrono attraverso il web 2.0, presentano significative potenzialità nel campo dell’orientamento, non del tutto esplorate. L’esperienza vissuta raccoglie tuttavia idee ed osservazioni per interventi futuri della stessa natura.
Il progetto E-start, sarà riproposto per l’a.a. 2012-2013 con il nome di E-start & jobs 2.0. Il nuovo progetto conserverà i punti di forza della precedente edizione, ossia i corsi con i contenuti disciplinari e i forum, ma potenzierà il discorso dell’orientamento non solo in entrata. Sfruttando tutte le potenzialità del web 2.0, si predisporranno sullo stesso portale, spazi per la comunicazione con i tutor di Facoltà e con i colleghi senior per l’intero percorso universitario sui temi che preoccupano maggiormente gli studenti: esami non superati, pratiche per il tirocinio, dispense per gli esami, ricerca del lavoro, ecc.
Inoltre, nell’auspicio di rispondere anche ai bisogni di counseling degli studenti, parte integrante del progetto sarà la predisposizione di servizi per il Bilancio di competenze, sia on-line tramite la realizzazione di video e materiale informativo sia attraverso la realizzazione di incontri in presenza con esperti del Laboratorio di bilancio delle competenze, già presente all’interno della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Foggia.
I tempi e gli strumenti possono cambiare ma restano invariati invece i bisogni di relazione, ascolto, apprendimento, orientamento dei giovani universitari ai quali l’istituzione e i suoi membri devono necessariamente fornire una risposta.

Note

[1] Si veda a tal proposito l’Undicesimo Rapporto sullo Stato del Sistema Universitario del Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario - MIUR, 2011.

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