L'editoriale Stampa Email
Sapersi orientare nella società dell'“erranza” e della permanente trasformabilità
di Isabella Loiodice   


Parola chiave del processo formativo, l'orientamento è categoria, teorica e prassica, indispensabile per muoversi tra i saperi, i pensieri, le emozioni, i comportamenti e i valori della società contemporanea, la cui “liquidità” e continua trasformabilità espongono le persone al rischio, sempre incombente,

di smarrirsi e di soccombere ai pericoli della dipendenza e della omologazione sociale, culturale ed etica. Gli spazi di possibilità emancipative, offerti dalla permanente transitorietà del tempo presente, possono quindi concretizzarsi solo per quegli uomini e quelle donne in grado di saper progettare e riprogettare il proprio futuro (personale, professionale e sociale) sviluppando una “linea di continuità” in grado di collegare tra loro le esperienze sempre più plurali, diversificate ma spesso frammentate di ogni singola storia di vita.

Questa linea di continuità è rappresentata appunto dall'orientamento, che assume così una dimensione lifelong e lifewide proprio perché coinvolge tutti i tempi di vita, tutti i contesti di esperienza e tutti i sistemi di sapere, di conoscenza e di relazione, trasformando ogni occasione in “possibilità” se, appunto, realizzata da persone in grado di "orientarsi" senza "perdersi".

La polisemicità del termine orientamento - e quindi la pluralità interpretativa e la sua traduzione operativa - appaiono evidenti nei contributi che compongono questo secondo numero della Rivista, che raccoglie una ricca e variegata panoramica di obiettivi, di forme, di tecniche e di strategie attraverso cui pensare, progettare, realizzare e valutare l'orientamento, esaltandone la peculiare valenza formativa:

 

- nelle istituzioni che ne hanno diretta responsabilità: la scuola (dalla primaria alla secondaria superiore) e l'università;

- nei contesti professionali come in quelli personali e sociali;

- nelle arti e nelle scienze;

- con i libri e con le tecnologie;

- per i bambini e le bambine, così come per gli adulti e gli over 45;

- attraverso le metodologie e strategie didattiche, in particolare quelle narrative;

- nelle forme dell'autorientamento come in quelle dell'orientamento eterodiretto.

 

La ricchezza degli interventi, l'originalità di alcuni approcci storico-interpretativi così come l'efficacia delle proposte didattiche presenti in questo numero della Rivista confermano la centralità del tema prescelto e al contempo sollecitano nuove letture ermeneutiche e itinerari di ricerca teorica e prassica in grado di contribuire a dare senso e significato a una categoria fondativa del processo formativo che sempre più si dimostra essere rilevante nell’attuale società complessa, a rischio, dell’ospite inquietante e del narcisismo tragico.